Malia Benson al No Borders

Serata all’insegna della buona musica ieri sera a Tarvisio, dove un pubblico entusiasta ha accolto una piccola, nuova e incontestabile regina della black music contemporanea: Malia cantante originaria del Malati maturata fra gli autobus a due piani e il grigiore sonoro londinese.

Principe della serata avrebbe dovuto essere l’atteso, e amatissimo dal pubblico di Noborders, George Benson ma la voce fragile e felina di Malia ha subito conquistato il pubblico con un grande soul in apertura di concerto, I miss You, un brano che non è contenuto in Yellow Daffodils, album d’esordio della giovane cantante afro-londinese. E subito dopo Malia ha infilato una Solitude dall’esecuzione leggera, quasi cantautorale, ma di grande spessore sonoro, tanto da cancellare con un soffio le polemiche sul campionamento della voce di the voice Billie Holliday.

Lo scricciolo africano sfodera una sensualità vocale inestimabile: se la lasciano crescere potrebbe veramente dare dei frutti di grande valore. Risultati che un brano come Yellow Daffodails gli dà già la possibilità di farci pregustare, mentre con i toni bassi della sua vocalità ci apre le porte dello spirito.

Malia trasmette simpatia, si muove come una ragazzina e canta come una donna fatta, accenna passi di danza tipicamente africani e sensuali movenze metropolitane, ci trafigge con i suoi cavalli di battaglia letteralmente finendoci con un una versione inaspettata e clamorosa di Moon River.

Occorre dire che i protagonisti della serata devono essere dei musicisti veramente esigenti: hanno preteso un mixer a testa e un assetto di scena personalizzato, tanto che il pubblico ha atteso una buona mezz’ora tra un concerto e l’altro.

Secondo set della serata comunque dedicato ad onorare il re della flessibilità George Benson, parecchi lustri di vita alle spalle e altrettanti cambi di genere musicale che l’hanno portato dall’hard bop dei primi anni al r&b pop di oggi.

E questo ormai consolidato amore musicale di mister Benson ha ispirato il concerto di Tarvisio, terza data del tour italiano del chitarrista, accolto come una vera e propria divinità mitologica dal tanto pubblico materializzatosi sotto il tendone allestito da Nobordes.

Un pubblico che ha tributato un’accoglienza calorissima anche ai componenti della collaudata band che ha supportato gli arzigogoli chitarreschi dell’intramontabile Giorgione il quale sfodera ancora una voce dalle qualità inalterate, sia quando “soleggia” a lungo, si diverte a duettare con il pubblico su di un improvvisato be bop canoro o sfida gioiosamente Estaire Godinez, sua splendida percussionista e vocalist.

Benson è padrone incontrastato del palco e risponde con tutta l’arte possibile all’abbraccio del pubblico che si accalca sotto il palco e ai bordi del tendone, e che conosce a memoria testi e ritornelli delle sue canzoni. Insomma, se ritorno doveva essere, si può davvero dire che Mister Benson è uomo di parola.

Questa sera altra serata all’insegna del soul con una reunion fantasmagorica: The Earth Wind & Fire Experience con Al Mckay ospite d’onore.

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