Trasferire le atmosfere paludose dei paesaggi della Lousiana nel cuore della bassa friulana: questo il progetto del primo festival di jazz di New Orleans. Così New Orleans incontra Mortegliano, la rassegna di tre giorni dedicata a questa musica che conta tantissimi appassionati, è iniziata venerdì sera con l’esibizione di tre gruppi. Presentati da Lino Patruno, lo storico patron del dixie all’italiana, nell’atmosfera vagamente coloniale di Villa Mabulton, si sono esibiti The Vintage Jazz Band, Lars Edegran New Orleans Jazz Band e Rudi Balliu Society Serenaders. Il primo e l’ultimo dei gruppi, conosciutissimi a livello internazionale, composti per la maggior parte da musicisti europei (Francia e Belgio in particolare, paesi che a questa musica dedicano da sempre molta attenzione). Il gruppo di punta era invece composto da performer con in tasca il passaporto statunitense: pure il biondo corpulento Lars Edegran, nordico di nascita, si è naturalizzato diventando anche lui un figlio spirituale di Amstrong.
La serata, organizzata come una cena di gala con accompagnamento musicale, ha visto salire sul palco per primi i francesi del Vintage Jazz Band, che hanno pienamente ribadito, se ce ne fosse stato il bisogno, il naturale legame fra la Francia e New Orleans. Atmosfere gioiose, standard conosciuti ma non abusati, strumentisti di buona fattura senza però grandi escursioni: il risultato è stata un’esibizione onesta e rasserenante. Almeno fino all’arrivo di una vera e propria ispirata furia della natura: clima decisamente cambiato con l’apparizione, nel parco di una Villa Malbuton costellata di tavoli imbanditi, di Tori Robinson, che Patruno si è affrettato a ribattezzare Princess Robinson. Una vocalist dalla potenza di voce impressionante, al punto che, mentre il gruppo continuava l’esibizione da sotto il gazebo che faceva da palco, la matrona Tori girava per i tavoli cantando senza microfono coprendo, con la voce, il suono degli strumenti.
Più raffinato il suono della Lars Edegran New Orleans Jazz Band, dalle seducenti dinamiche dal forte al pianissimo risultate sempre di grande limpidezza, e animata da un paio di soggetti dalla grande personalità. Il primo da ricordare è sicuramente Evan Christopher, clarinettista virtuoso dotato di una tecnica non banale, mentre il secondo è il simpaticissimo Fred Lonzo, tanto compagnone e affabulatore prima del concerto mentre girava fra i tavoli, quanto galante intrattenitore e ottimo vocalist sul palco durante l’esibizione. Notevole una sua prolungata versione di Basin Street Blues durante la quale Lino Patruno ha imbracciato il banjo per unirsi al gruppo.
Ritorno in Europa per il finale con la Rudi Balliu Society Serenaders, gruppo capitanato dall’omonimo e gioviale clarinettista belga che ha proposto un programma più filologico.
Questa sera il festival continuerà a Mortegliano, prima in tre locali diversi a partire dalle 18.00, poi con il gran finale alle 21.00, in caso di pioggia al coperto, nel parco dell’ex Gil.
