Nuove strade per il Giovanni da Udine

Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, con in testa il suo presidente Tarcisio Mizzau, si fa promotore di una sorta di consorzio fra i quattro grandi teatri dei capoluoghi regionali. E questo per ottimizzare la programmazione ma anche, e soprattutto per trasformare il teatro del Friuli Venezia Giulia in un fronte unitario capace di proiettarsi nel cuore della Mitteleuropa. I quattro teatri rappresentati dai loro presidenti e direttori della prosa si sono incontrati ieri mattina a Udine. Per il teatrone c’erano Mizzau e Cesare Lievi, per il Rossetti di Trieste il presidente Paris Lippi con il direttore Antonio Calenda, per Gorizia il presidente Antonio Devetag e il direttore Walter Mramor e per Pordenone il presidente Claudio Cudin e il direttore Manuela Furlan.

«Questo è stato solo un primo incontro – ha dichiarato il presidente Tarcisio Mizzau -. Ma l’iniziativa è stata molto gradita e abbiamo messo sul tavolo molte idee. I primi di febbraio ci rincontreremo portando idee di collaborazione e di partecipazione a bandi europei».

Ciò che premeva oggi era mettere sul tavolo le specificità dei quattro teatri ma anche il loro ruolo all’interno dei capoluoghi in cui operano. «Una delle aree di confronto è stata quella del buon funzionamento davanti al disegno di legge sui finanziamenti regionali» ha specificato Mizzau. Ma anche «Cercare di fare massa critica per sfruttare al meglio i contributi pubblici».

Da questo tavolo di confronto non sono esclusi altri interlocutori: «Quando saremo a regime ci saranno anche altri soggetti che potranno confrontarsi su questi temi» ha dichiarato il presidente.

L’incontro è anche stata la prima occasione pubblica di Cesare Lievi, nuovo direttore della prosa: «Ovviamente Lievi oggi è stato prudente. Vuole conoscere le realtà prima di prendere iniziative. Ma ha già dimostrato grande apertura». Su quelli che saranno gli indirizzi della gestione Lievi il presidente Mizzau non dà anticipazioni (che invece saranno date dallo stesso Lievi durante il Cda di domani venerdì 8 gennaio). «Come Consiglio abbiamo presentato un piano culturale per la prosa che copre i prossimi due anni: quando si sa cosa si è e dove si vuole arrivare non credo ci possano essere timori nell’aprirsi alle collaborazioni con altre strutture» ha concluso Mizzau.

© Il Gazzettino


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